Enti del Terzo Settore:
quando il tutto è più
della somma delle parti

Dal Codice del Terzo Settore al RUNTS, i numeri degli ETS, come si distinguono tra loro e perché la loro diversità è una risorsa. La storia di UNIAMO, federazione nata da venti famiglie e diventata Rete Associativa e interlocutore istituzionale.

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Gli Enti del Terzo Settore in Italia: chi sono, quanti sono, come si organizzano

I dati del RUNTS aggiornati a Maggio 2026 restituiscono il profilo di un settore polarizzato, con una base associativa molto ampia.

Fonte-Non profit Data Hub, Italia non profit. Elaborazione realizzata su dati RUNTS aggiornato al 04 Maggio 2026; Istat, demo - demografia in cifre

Cosa sono gli ETS

Nel linguaggio comune si tende a usare "non profit" e "Terzo Settore" come sinonimi. Non lo sono. Il non profit è una categoria che include tutte le organizzazioni private che non distribuiscono utili e che hanno scopo ideale: dalle associazioni sportive dilettantistiche ai partiti politici, dagli enti ecclesiastici alle fondazioni di origine bancaria.

Gli Enti del Terzo Settore (ETS) sono invece un sottoinsieme delle organizzazioni non profit e rispondono a certe caratteristiche.

Gli ETS sono organizzazioni private che non operano per distribuire utili, ma per perseguire obiettivi di interesse collettivo – civici, solidaristici o socialmente utili – attraverso lo svolgimento stabile di una o più attività riconosciute dalla legge come di interesse generale (Codice del Terzo Settore - d.lgs 117/17). È con l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) che questa scelta prende forma in modo ufficiale, permettendo agli enti di accedere a un regime normativo di favore, fisco incluso.

I soggetti che non possono essere ETS sono: gli enti pubblici, i partiti politici, i sindacati, le associazioni di categoria e professionali, le fondazioni di origine bancaria, gli enti religiosi che svolgono esclusivamente attività di culto, le società ad esclusione delle Imprese sociali.

Le tipologie: una famiglia con molte anime

Ogni ETS, in base alle proprie caratteristiche, rientra in una delle sette qualifiche previste dalla legge.

ODV — Organizzazione di Volontariato: opera in prevalenza per terzi, con una vocazione all'assistenza sociale, alla promozione del volontariato e ai servizi sanitari. L'attività è svolta soprattutto da volontari; i lavoratori retribuiti possono essere presenti solo in misura limitata e comunque non possono essere soci.

APS — Associazione di Promozione Sociale: nasce per operare con e per i soci ma può realizzare attività per terzi. Si focalizza storicamente su attività culturali, artistiche, ricreative e di promozione sociale. Può avvalersi di lavoratori retribuiti in misura più ampia rispetto alle ODV.

Impresa Sociale: forma imprenditoriale con finalità di interesse generale. È l'unica categoria di ETS che può distribuire utili, entro vincoli molto stretti. Comprende le cooperative sociali e le società.

Ente Filantropico: eroga beni, servizi o denaro a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale utilizzando in prevalenza entrate quali donazioni, lasciti e rendite.

Società di Mutuo Soccorso (SOMS): forma storica di solidarietà tra lavoratori, oggi integrata nel quadro del Codice del Terzo Settore.

Altri ETS: gli enti che non si riconoscono nelle qualifiche precedenti si iscrivono in questa sezione.

Rete Associativa: aggrega altri ETS per supportarli, rappresentarli e coordinarli, svolgendo una funzione di raccordo e indirizzo.

Distribuzione degli ets per tipologia

Distribuzione degli ets per tipologia26,6%ODV15,1%IMPRESE SOCIALI10,7%ALTRI ETS0,4%Enti Filantropici47,1%APS0,1%Società di mutuosoccorso

La distribuzione territoriale: Nord prevalente, con numeri consistenti anche nel Sud

La distribuzione regionale degli ETS mostra una concentrazione significativa nelle regioni più popolose. Non a caso, le prime quattro regioni per numero di ETS sono anche quelle che rientrano nella top 10 per numero di abitanti secondo i dati Istat: Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Toscana. E’ qui che si concentrano oltre il 39% di tutti gli ETS italiani.

Vale però la pena notare che regioni come il Trentino-Alto Adige, pur con numeri assoluti più contenuti, mostrano una densità di enti per abitante tra le più alte d'Italia: un segnale che il tessuto associativo è legato non solo alla dimensione demografica, ma anche a fattori storici, culturali e di capitale sociale territoriale.

Densità associativa per regione - enti ogni 10.000 abitanti

La forma giuridica: il dominio delle associazioni

Oltre il 77% degli ETS non ha personalità giuridica e la forma giuridica più diffusa è di gran lunga quella associativa: le associazioni rappresentano infatti l'80,5% degli ETS iscritti (116.514 enti). Seguono le società cooperative (19.609, pari al 13,5%) e le fondazioni (4.747, pari al 3,3%).

Gli ETS sono in larga parte costituiti come associazioni non riconosciute, il che significa che gli amministratori possono essere chiamati a rispondere personalmente e solidalmente delle obbligazioni dell'ente. Il Codice del Terzo Settore ha semplificato l'ottenimento della personalità giuridica tramite l'iscrizione al RUNTS, ma i dati mostrano che questa opportunità è ancora largamente sottoutilizzata.

Le Reti Associative: la governance del settore

67 reti, un mondo per uomini di quasi 60 anni: sugli oltre 140mila enti iscritti al RUNTS, 67 sono Reti Associative: gli organismi che aggregano molti ETS, ne rappresentano gli interessi e ne orientano le politiche.

I dati mostrano un profilo demografico in netto contrasto con la base del settore: la governance delle Reti è maschile all'86,6%, con un'età media di 59,5 anni. Un divario generazionale e di genere che solleva una questione strategica sulla rappresentatività e sul futuro ricambio della leadership, in un settore che vede invece un'ampia partecipazione femminile e un recente afflusso di giovani, specialmente nel volontariato.

Le attività più frequentemente realizzate dalle Reti sono la promozione della cultura del volontariato (59 reti), i servizi strumentali agli ETS (49 reti), l'educazione e la formazione professionale (46 reti) e la tutela dei diritti (41 reti).

le prime 4 attività di interesse generale presidiate dalle Reti Associative

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Italia non profit

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Glossario

RUNTS - REGISTRO NAZIONALE UNICO DEL TERZO SETTORE
La banca dati pubblica istituita dalla Riforma del Terzo Settore che raccoglie e rende trasparenti le informazioni su tutti gli ETS italiani. L'iscrizione è il requisito formale per ottenere la qualifica di ETS e accedere alle agevolazioni previste dalla Riforma. È responsabilità degli ETS mantenere aggiornate le informazioni presenti nel RUNTS.
ATTIVITÀ DI INTERESSE GENERALE
Le 26 tipologie di attività elencate all'art. 5 del Codice del Terzo Settore che un ETS deve svolgere in via esclusiva o principale. Comprendono, tra le altre: assistenza sociale e socio-sanitaria, istruzione e formazione, tutela dell'ambiente, promozione della cultura, cooperazione internazionale, tutela dei diritti civili.
AUTONOMIA PATRIMONIALE IMPERFETTA
Consiste nella situazione in cui, per le obbligazioni contratte in nome e per conto dell’associazione, rispondono non solo il patrimonio dell’ente, ma anche, personalmente e solidalmente, i soggetti che hanno agito per l’associazione, tipicamente i membri dell’organo direttivo. Le associazioni possono distinguersi in base all’acquisizione o meno della personalità giuridica. Le associazioni riconosciute, dotate di personalità giuridica, godono di autonomia patrimoniale perfetta: per le obbligazioni assunte risponde esclusivamente il patrimonio dell’ente. Le associazioni non riconosciute, prive di personalità giuridica, sono invece caratterizzate da autonomia patrimoniale imperfetta.
ASSOCIAZIONE
Ente collettivo costituito da una pluralità di soggetti che si uniscono stabilmente per perseguire uno scopo comune di natura ideale o non lucrativa. L’elemento centrale dell’associazione è rappresentato dalla base associativa, che partecipa alla vita dell’ente attraverso organi collegiali e contribuisce alla formazione della volontà dell’organizzazione.
FONDAZIONE
Ente necessariamente dotato di personalità giuridica, caratterizzato dalla destinazione stabile di un patrimonio al perseguimento di uno scopo determinato, di utilità sociale o comunque non lucrativo. A differenza dell’associazione, la fondazione non si basa su una compagine di membri, bensì su un patrimonio vincolato allo scopo indicato dal fondatore. La gestione dell’ente è affidata ad un organo amministrativo che opera nel rispetto della volontà del fondatore o dei fondatori e del vincolo di destinazione impresso al patrimonio.
COOPERATIVA SOCIALE
La cooperativa sociale è una società cooperativa che persegue finalità di interesse generale, operando secondo principi mutualistici e senza scopo di lucro soggettivo. È disciplinata dalla Legge 8 novembre 1991, n. 381 e dal Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, che la qualifica come impresa sociale. Svolge attività socio-sanitarie ed educative (tipo A) oppure attività finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (tipo B), con vincolo di destinazione degli utili coerente con la funzione sociale.

Metodologia

I dati presentati in questa infografica provengono dal DataHub di Italia non profit i cui dati sono stati aggiornati al 4 maggio 2026. I dati sulla governance delle Reti Associative sono elaborati da Italia non profit su fonte RUNTS. La definizione di Ente del Terzo Settore fa riferimento al Codice del Terzo Settore (d.lgs. 117/2017). I dati sulla popolazione provengono da ISTAT. LINK: Non profit Data Hub ISTAT - Demo, demografia in cifre