Il lavoro nel Terzo Settore: luci e ombre di un settore che cresce
Oltre 850mila persone lavorano oggi in un ente del Terzo Settore, con una crescita del 25% in sei anni e una presenza sempre più femminile. Un'occupazione concentrata quasi ovunque nelle imprese sociali e con salari spesso sotto la soglia della dignità.
Nel 2025 gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS erano 140.273. Al loro interno lavoravano 855.887 persone: un mondo occupazionale che vale circa il 4,5% di tutta l'occupazione del settore privato italiano, ma che resta in gran parte invisibile nel dibattito pubblico.
Il ricorso al lavoro retribuito non è però uniforme: solo il 21% circa degli ETS (29.537 enti) ha almeno un dipendente o collaboratore. Il restante 79% si regge quasi esclusivamente sul volontariato: un dato che da solo racconta due Terzo Settore diversi, uno strutturato e uno fondato sulla gratuità.
Di seguito la distribuzione dei dipendenti per sezione RUNTS su dati 2024: pur non essendo il dato 2025, questa tabella ci permette di osservare gli impatti delle diverse tipologie.
Enti del Terzo Settore e lavoratori per sezione di iscrizione al RUNTS. Anno 2024
| Sezione RUNTS | N. ETS al 31/12/2024 | Lavoratori con almeno un contributo nel 2024 | ||
|---|---|---|---|---|
| V.A | % | di cui con almeno un dip. | V.A | |
| Imprese sociali | 22.787 | 17,3 | 62,7% | 696.195 |
| Organizzazioni di volontariato | 38.039 | 28,9 | 11,5% | 36.597 |
| Associazioni di promozione sociale | 59.960 | 45,6 | 8,6% | 32.150 |
| Enti filantropici | 329 | 0,3 | 37,4% | 1.769 |
| Società di soccorso | 160 | 0,1 | 6,9% | 101 |
| Altri ETS | 10.155 | 7,7 | 24,8% | 50.687 |
| Totale sezioni | 131.430 | 100,0 | 20,2% | 817.499 |
Le imprese sociali, un settore nel settore
Le imprese sociali (incluse le cooperative sociali) sono il 15,5% degli enti iscritti al RUNTS (21.703 enti, dati 2025). I dati 2025 confermano il forte impatto di questi soggetti sul numero dei lavoratori occupati: le imprese sociali infatti da sole impiegano l'83,2% di tutta la forza lavoro del Terzo Settore (712.481 lavoratori). È il segno di un settore fortemente polarizzato: da un lato una minoranza di enti a vocazione imprenditoriale, dall'altro una maggioranza di organizzazioni che si regge sul volontariato.
Grazie ai dati del 2024 è possibile capire meglio dove sono occupati all'interno delle imprese sociali i lavoratori e la tipologia di rapporto di lavoro. La quasi totalità di questi lavoratori (96,6%) è impiegata in società cooperative. Sono invece marginali, anche se in crescita, le altre forme d'impresa sociale: società di capitali, associazioni, fondazioni.
Lavoratori del Terzo Settore per forma giuridica e tipo rapporto di lavoro. Sezione Imprese sociali. Anno 2024
| Forma giuridica | Lavoratori dipendenti settore privato non agricolo | Operai agricoli | Collaboratori gestione separata | Totale | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| v.a. | % | v.a. | % | v.a. | % | v.a. | % | |
| Società cooperativa | 637.429 | 96,8 | 8.973 | 98,5 | 25.916 | 91,0 | 672.318 | 96,6 |
| Società di capitali | 14.533 | 2,2 | 134 | 1,5 | 1.695 | 6,0 | 16.362 | 2,4 |
| Associazione | 1.946 | 0,3 | - | - | 504 | 1,8 | 2.450 | 0,4 |
| Fondazioni, enti religiosi e altri enti | 3.494 | 0,5 | - | - | 189 | 0,7 | 3.683 | 0,5 |
| Altre società | 1.209 | 0,2 | 3 | 0,0 | 170 | 0,6 | 1.382 | 0,2 |
| Totale imprese sociali | 658.611 | 100,0 | 9.110 | 100,0 | 28.474 | 100,0 | 696.195 | 100,0 |
Una crescita costante, anche dopo il Covid
Tra il 2019 e il 2025 l'occupazione negli ETS è cresciuta del 25,3%, circa 173.000 lavoratori in più in sei anni. Nell'ultimo anno la crescita è stata del 4,3%. Il rallentamento durante la pandemia è stato contenuto.
Cresce, e più del doppio rispetto ai contratti dipendenti, il ricorso a collaboratori della gestione separata (+64,6% dal 2019; +5,2% nell'ultimo anno): un segnale di maggiore flessibilità, ma anche di maggiore precarietà. In diminuzione nell'ultimo anno (-2,3%) gli operai agricoli, poco più di 9.000.
Numero di lavoratori del Terzo Settore per categoria lavorativa. Periodo 2019-2025
| Anni | Dipendenti privati non agricoli | Tasso di crescita Dip. privati non agricoli YoY | Operai agricoli | Tasso di crescita Operai agricoli YoY | Collaboratori Gestione Separata | Tasso di crescita Coll. Gest. Sep. YoY | Totale dei lavoratori |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2019 | 645.024 | -% | 9.248 | -% | 28.703 | -% | 682.975 |
| 2020 | 646.721 | 0,3% | 9.018 | -2,5% | 29.259 | 1,9% | 684.998 |
| 2021 | 674.762 | 4,3% | 9.578 | 6,2% | 32.396 | 10,7% | 716.736 |
| 2022 | 712.330 | 5,6% | 9.344 | -2,4% | 39.573 | 22,2% | 761.247 |
| 2023 | 736.070 | 3,3% | 9.455 | 1,2% | 40.538 | 2,4% | 786.063 |
| 2024 | 766.547 | 4,1% | 9.247 | -2,2% | 44.910 | 10,8% | 820.704 |
| 2025 | 799.597 | 4,3% | 9.035 | -2,3% | 47.255 | 5,2% | 855.887 |
Che lavoro fanno: dipendenti, ma spesso part time
Il 94,5% dei lavoratori del Terzo Settore ha un contratto da dipendente, una quota superiore a quella del resto dell'economia privata. Il tempo indeterminato riguarda il 67% dei contratti da dipendente, un indicatore di maggiore precarietà contrattuale rispetto alla media del settore privato.
Il part time si conferma la vera linea di frattura: riguarda il 64% dei lavoratori nell'anno, con una netta prevalenza femminile (quota donne prossima all'80% contro una quota del 20% di lavoratori part-time di genere maschile).
Un lavoro (soprattutto) femminile
Quasi tre lavoratori su quattro del Terzo Settore sono donne: 622.937 su 855.887, il 72,8% del totale. Non è un dato concentrato in una nicchia. La quota femminile resta sopra il 70% in tutte le fasce d'età fino a 64 anni, in tutte e tre le tipologie contrattuali e in tutte e quattro le aree geografiche, con scarti minimi tra Nord-Ovest (72,9%), Nord-Est (73,0%), Centro (72,1%) e Sud e Isole (72,9%).
Dove la presenza femminile cresce ancora è nel lavoro a orario ridotto e nelle mansioni impiegatizie: le donne sono il 79,3% di chi ha avuto almeno un periodo di part-time nell'anno e il 79,5% degli impiegati. Dove invece scende è nelle posizioni più stabili per continuità oraria e nelle fasce più anziane: 61,6% tra chi lavora solo full-time, 68,5% tra i collaboratori, 60,3% oltre i 65 anni. Il quadro che ne esce è quello di un settore a maggioranza femminile in ogni sua articolazione, ma con una composizione che cambia proprio dove cambiano le condizioni di lavoro.
Le retribuzioni: sotto la soglia del lavoro povero
Nel 2025 un lavoratore del Terzo Settore ha percepito dal proprio ente 13.675 euro medi l'anno. Per i soli dipendenti il valore è di 14.034 euro, per i collaboratori della Gestione Separata scende a 7.542 euro. La soglia convenzionale del lavoro povero, pari a due terzi della retribuzione mediana dei dipendenti italiani (24.432 euro nel 2025), si colloca a 16.288 euro: il settore resta sotto quella linea anche nella configurazione più favorevole, quella dei 639.293 lavoratori che nell'anno hanno avuto solo questo impiego, fermi a 15.539 euro. Gli altri 216.594 integrano altrove: dal Terzo Settore ricavano 8.173 euro, meno della metà dei 17.110 che mettono insieme complessivamente. Il caso più critico sono i 23.762 collaboratori senza altre entrate, a 9.486 euro l'anno.
Una parte di questo divario non è paga oraria ma tempo di lavoro: il 64% degli occupati del settore ha avuto almeno un periodo di part-time nell'anno, contro il 29,4% che ha lavorato solo a tempo pieno, e le retribuzioni annue ne risentono direttamente. Resta che, a fine anno, per la maggior parte di chi lavora nel Terzo Settore il reddito da quell'attività non arriva alla soglia.
Focus sul lavoro nel mondo sportivo
Il Rapporto INPS, grazie alla collaborazione con Fondazione Terzjus ETS, quest'anno coinvolge anche lo sport dilettantistico, comparto investito dalle recenti riforme legislative. Al 31 dicembre 2025 risultano iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD) 113.043 enti, con una dominanza netta delle Associazioni sportive dilettantistiche (102.880 enti, il 91% del totale). Gli enti che operano come datori di lavoro sono 21.010, per 114.969 occupati complessivi, all'interno dei quali si isola la figura dello "sportivo del settore dilettantistico": 70.662 unità, il 61,5% del totale. I tassi di crescita sono a doppia cifra: mentre l'occupazione generale del comparto sale del 4,3% rispetto al 2024, la platea dei soli lavoratori sportivi compie un balzo dell'11,6%, e all'interno di questa crescita i dipendenti arretrano dell'11,2% mentre i collaboratori della Gestione Separata avanzano dell'11,5%.
Rispetto al Terzo Settore, lo sport di base è quasi uno specchio rovesciato: la prevalenza dei lavoratori è di genere maschile (62,2%, contro il 72,8% di presenza femminile del Terzo Settore), l'età media scende a 39,4 anni e gli under 35 coprono il 45,6% delle posizioni. Ma il dato che definisce davvero il comparto è contrattuale: il 98,1% degli sportivi dilettanti lavora come collaboratore della Gestione Separata, e solo l'1,5% ha un contratto a tempo indeterminato.



