Le imprese sociali
sono un ETS su sette
e un affidatario su due

21.919 imprese sociali iscritte e attive nel Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) al 2 ottobre 2026. Sono il 14,3% degli enti del Terzo Settore (ETS) e quasi la metà di quelli che lavorano su contratto pubblico, con 18,1 miliardi di euro di importo certo. Nelle Storie: Fratello Sole, quando il risparmio energetico diventa welfare.

Pubblicato il

Imprese sociali nel RUNTS: il 14% degli enti, metà degli affidatari di appalti pubblici del Terzo Settore

I dati del RUNTS aggiornati al 2 ottobre 2026, incrociati con gli archivi ANAC e OpenCUP, restituiscono una sezione di medie dimensioni che però intercetta 18,1 miliardi di euro di contratti pubblici. L'impresa sociale italiana si conferma come fornitore della pubblica amministrazione.

Fonte-Non profit Data Hub, Italia non profit. Elaborazione su dati RUNTS aggiornati al 2 ottobre 2026; ANAC, banca dati contratti pubblici

La sezione Imprese sociali del RUNTS raccoglie 21.919 enti attivi, il 14,3% dei 153.005 enti del Terzo Settore iscritti e non cancellati. È la terza sezione per numerosità, molto distante dalle associazioni di promozione sociale (APS) e dalle organizzazioni di volontariato (ODV), che insieme valgono quasi tre quarti del Registro (73,2%).

La proporzione si rovescia appena si guarda a chi lavora su contratto pubblico. Delle 14.772 organizzazioni del Terzo Settore che risultano affidatarie di almeno un appalto, 7.258 stanno in questa sezione: il 49,1%. Il peso cresce ancora se si contano i contratti e gli importi: alle imprese sociali va l'81,2% dei contratti attribuiti al Terzo Settore e l'86,9% dell'importo certo complessivo.

Sezione RUNTSEnti (v.a.)Con almeno un appalto (v.a.)
Associazioni di promozione sociale72.9323.593
Organizzazioni di volontariato39.1221.687
Imprese sociali21.9197.258
Altri enti del Terzo Settore18.1812.215
Enti filantropici63119
Società di mutuo soccorso2030
Sezione non attribuita170
TOTALE153.00514.772

Nota: i 17 enti senza sezione sono quelli per cui la scheda RUNTS acquisita non riporta la sezione di iscrizione; in gran parte sono reti associative nazionali.

Un'impresa sociale su tre lavora su appalto pubblico

Il 33,1% delle imprese sociali risulta affidatario di almeno un contratto pubblico. Tra le APS la quota è del 4,9%, tra le ODV del 4,3%. Detto in altro modo: un'impresa sociale su tre lavora su appalto, tra le APS una su venti.

I contratti attribuiti alle imprese sociali sono 108.178, corrispondenti a 100.462 CIG distinti: nei raggruppamenti di imprese lo stesso CIG compare una volta per ciascun aggiudicatario. I 18,1 miliardi di euro sono la somma dei soli 90.221 contratti con importo certo. Altri 17.601 contratti hanno solo un importo stimato (la quota del lotto divisa per il numero di aggiudicatari, una convenzione di attribuzione e non un dato) e 356 sono stati messi da parte per anomalie nell'importo: non entrano nei 18,1 miliardi, che sono quindi un limite inferiore.

A questo si aggiungono i progetti di investimento pubblico. 10.100 imprese sociali, il 46,1% della sezione, compaiono in OpenCUP come beneficiarie o titolari di almeno un progetto (anche revocato o collegato). Considerando insieme appalti e progetti, 12.301 imprese sociali, il 56,1% della sezione, compaiono in almeno uno dei due archivi; 5.057 compaiono in entrambi. Più di una su due compare quindi in almeno uno dei due archivi, per appalto o per progetto.

Fonte-Non profit Data Hub, Italia non profit. Elaborazione su dati RUNTS aggiornati al 2 ottobre 2026; ANAC, banca dati contratti pubblici (pubblicazioni dal 2021)

Il dato sulla modalità di affidamento merita attenzione. Il 76,9% dei contratti delle imprese sociali (83.201 su 108.178) è un affidamento diretto, cioè senza gara; il 12,1% è una procedura competitiva, il 9,0% una procedura negoziata, il 2,0% rientra in altre procedure. Calcolando la quota per ogni ente e poi la media, l'affidamento diretto pesa in media l'80,4%. Il valore è però il risultato di un cambio di regime: nel 2021 gli affidamenti diretti erano il 36% dei contratti, nel 2024 l'85%, nel 2025 l'87%, e nello stesso passaggio i contratti presenti in archivio salgono da circa 8.000 a oltre 33.000 all'anno. Il salto coincide con la piena applicazione del nuovo codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) e con l'obbligo, dal 1° gennaio 2024, di ottenere il CIG tramite piattaforme digitali certificate, che porta nella banca dati ANAC molti più affidamenti di importo contenuto. Per questo i tre anni dal 2024 al 2026 (il 2026 è parziale) concentrano il 76,8% di tutti i contratti: la quota del 76,9% descrive soprattutto il regime attuale e non va confrontata con il passato.

5x1000: si accredita un'impresa sociale su quattro

Quanto pesa il 5x1000 per un'impresa sociale? Molto meno di quanto pesi per il resto del Terzo Settore.

Sono accreditate nel RUNTS 5.465 imprese sociali su 21.923: una su quattro (24,9%). Tra le ODV lo sono 26.755 enti su 39.122 (68,4%), tra le APS 36.135 su 72.932 (49,5%).

Il 5 per mille agli enti del Terzo Settore è regolato dal D.lgs. 111/2017 e dal D.P.C.M. 23 luglio 2020. Possono accedere gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, comprese le cooperative sociali, ma sono escluse le imprese sociali costituite in forma di società (art. 1, comma 1, lettera a, del D.P.C.M.). Nella sezione questo significa che srl, spa e società di persone restano fuori per definizione, e alla lettera anche le cooperative che hanno la qualifica di impresa sociale senza essere cooperative sociali, mentre restano ammesse le cooperative sociali e le imprese sociali costituite in forma di associazione o fondazione.

Il RUNTS non permette di separare le cooperative sociali dalle altre società cooperative: assumendo che tutte siano cooperative sociali, la base teoricamente ammissibile è di 19.924 enti (19.574 società cooperative, 211 associazioni, 138 fondazioni e un ente religioso) e gli accreditati al suo interno sono 5.312, il 26,7%. È un'ipotesi: ogni cooperativa non sociale presente nella sezione restringe la base e fa salire la quota.

Dentro la base le componenti si comportano in modo diverso. Le società cooperative si accreditano nel 26,4% dei casi, le associazioni, le fondazioni e l'ente religioso nel 43,7% dei casi (su 350 enti). Il dato suggerisce che la propensione ad accreditarsi segue la forma giuridica di origine più della sezione di iscrizione.

Quota di imprese sociali accreditate al 5x1000 nel RUNTS, per forma giuridica (%). Estrazione al 2 ottobre 2026

Nove imprese sociali su dieci sono società cooperative

Imprese sociali attive nel RUNTS per forma giuridica (%). Estrazione al 2 ottobre 2026

Totale21.919
Imprese sociali attive nel RUNTS per forma giuridica (%). Estrazione al 2 ottobre 20266,8%Società a responsabilitàlimitata (1.487)2,3%Altre forme (512)1,6%Associazioni, fondazionied enti religiosi (350)89,3%Società cooperativa (19.570)

Il d.lgs. 112/2017 ha riscritto la disciplina dell'impresa sociale: già il d.lgs. 155/2006 consentiva di assumere la qualifica a tutti gli enti privati, società comprese, ma la riforma ha ampliato le attività di interesse generale (da 11 settori a 22 attività), ha consentito la distribuzione di una quota degli utili e ha stabilito che le cooperative sociali sono imprese sociali di diritto. Quasi cinque anni dopo l'avvio del RUNTS, operativo dal 23 novembre 2021, lo stock resta a grande maggioranza cooperativo, per l'89,3%. Le cooperative sociali sono imprese sociali di diritto: sono iscritte d'ufficio dalle Camere di commercio nella sezione speciale del Registro delle imprese e da lì sono state riversate, il 21 marzo 2022, nella sezione “d” del RUNTS. Questo continua a determinare la fisionomia della sezione.

Il confronto con la rilevazione Unioncamere del 2022 chiarisce cosa è successo e cosa no. Al 19 aprile 2022, tra le imprese sociali iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese prima del 20 luglio 2017, data di entrata in vigore del d.lgs. 112/2017, le cooperative erano il 97,1% (15.781 su 16.249). Tra le 3.438 "nuove" imprese sociali costituite o qualificate dopo quella data la quota scendeva al 75,3%, e tra gli 80 nuovi ingressi dei primi mesi del 2022 le società di capitali arrivavano al 55%, contro il 24,3% del 2021. L'apertura è quindi reale e pesa soprattutto sui flussi. Tra le 4.165 imprese sociali oggi attive iscritte alla sezione d dal 1° gennaio 2023 al 1° ottobre 2026, le non cooperative sono 897, il 21,5%, contro il 10,7% dell'intero stock: 2.349 enti.

Il confronto con lo stock del 2022 va letto con cautela: il Quaderno di Terzjus conta anche le imprese inattive e il perimetro è il Registro delle imprese, non il RUNTS.

Nuove iscrizioni alla sezione d del RUNTS per anno e forma giuridica. Estrazione al 2 ottobre 2026

Anno di iscrizione alla sezioneImprese sociali iscrittedi cui non cooperative
2022 (di cui 15.856 il 21 marzo, riversamento dal Registro delle imprese)17.7581.452
2023971232
20241.496194
2025867206
2026 (fino al 1° ottobre)831265

Imprese sociali attive nel RUNTS, società cooperative e altre forme giuridiche a confronto. Estrazione al 2 ottobre 2026

IndicatoreSocietà cooperativeAltre forme
Enti (%)89,310,7
Costituite dal 2017 (% sugli enti con anno di costituzione noto)29,359,7
Con almeno un appalto (% sul gruppo)34,223,8
Con progetti OpenCUP (% sul gruppo)46,840,1
Accreditate al 5x1000 (% sul gruppo)26,413,0

Nota: «altre forme» comprende tutte le imprese sociali che non sono società cooperative: srl (1.487), altre forme (512), associazioni (211), fondazioni (138) ed enti religiosi (1), per un totale di 2.349 enti.

Le due popolazioni non si comportano allo stesso modo. Le società cooperative sono più anziane, più presenti sugli appalti e concentrano il 96,3% dell'importo certo attribuito alle imprese sociali. Le altre forme sono più giovani, con quasi sei enti su dieci (59,7%) costituiti dal 2017 in poi, e hanno per ora un profilo economico più leggero.

La polarizzazione esiste, ma non arriva dalle Isole

In valore assoluto la Sicilia guida con 3.500 imprese sociali, davanti a Lombardia, Campania, Lazio e Puglia. Sono le stesse cinque regioni che già prima della Riforma guidavano la graduatoria delle imprese sociali, anche se in un ordine un po' diverso (Sicilia, Campania, Lombardia, Puglia e Lazio nella rilevazione Unioncamere del 2022), e l'ordine di oggi è quello che il Rapporto Unioncamere sul RUNTS già registrava a fine 2023 (Sicilia 3.199, Lombardia 2.949, Campania 2.947, Lazio 2.467, Puglia 2.187). Una lettura plausibile, che questi dati non permettono di verificare, la collega alla lunga storia della cooperazione sociale meridionale, cresciuta sull'esternalizzazione dei servizi socio-assistenziali.

Il quadro cambia se si guarda alla quota di imprese sociali non cooperative sul totale regionale, l'unico indicatore normalizzato disponibile su questa base dati. Qui in testa non c'è nessuna delle grandi regioni per numerosità: Liguria 18,4%, Toscana 17,0%, Piemonte 17,0%, Umbria 15,7%, Veneto 14,1%. In fondo alla graduatoria la Sicilia, con il 3,8%, e la Sardegna, con il 4,5%. Per aree geografiche la quota è del 15,2% nel Nord-Ovest, del 13,8% nel Centro, dell'11,9% nel Nord-Est, del 10,5% nel Sud e del 4,0% nelle Isole: la distanza più netta non è fra Nord e Sud ma fra Isole e resto d'Italia.

La Lombardia è il caso che tiene insieme le due letture: ha il maggior numero assoluto di imprese sociali non cooperative, 381, ma con una quota del 14,0% resta sotto Liguria, Toscana, Piemonte, Umbria e Veneto. Anche la Campania è allo stesso livello (13,9%, 354 enti): il Sud non è omogeneo.

Quota di imprese sociali non cooperative sul totale regionale (%). Prime e ultime cinque regioni. Estrazione al 2 ottobre 2026

RegioneNon cooperative (%)Non cooperative (v.a.)Imprese sociali (v.a.)
Prime 5
Liguria18,498532
Toscana17,0146857
Piemonte17,01881.104
Umbria15,755351
Veneto14,11461.032
Ultime 5
Molise7,414190
Abruzzo6,729432
Calabria5,549886
Sardegna4,5601.345
Sicilia3,81323.500

Articolo di

Italianonprofit.it

Profilo LinkedIn

Bio

Dal 2016 costruiamo connessioni di valore e alleanze strategiche per l’economia sociale. Promuoviamo conoscenza diffusa al servizio del bene comune e dell’innovazione, lo facciamo attraverso dati proprietari, strumenti digitali, ricerche e formazione.

Visita la pagina chi siamo

Glossario

IMPRESA SOCIALE
Ente privato che esercita in via stabile e principale un'attività d'impresa di interesse generale tra quelle elencate dall'art. 2 del d.lgs. 112/2017 (22 attività), senza scopo di lucro e con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Utili e avanzi di gestione vanno di regola all'attività statutaria o al patrimonio; nelle società è ammessa la distribuzione di una quota inferiore al 50% degli utili annuali, alle condizioni di legge. La qualifica può essere acquisita da tutti gli enti privati, comprese le società del libro V del codice civile, le associazioni e le fondazioni. È iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese e questa iscrizione soddisfa il requisito dell'iscrizione al RUNTS, nella sezione d («Imprese sociali, incluse le cooperative sociali»), dove oggi sono presenti 21.923 enti attivi (d.lgs. 3 luglio 2017, n. 112, artt. 1, 2, 3 e 5; d.lgs. 117/2017, artt. 11, comma 3, e 46, comma 1, lettera d).
COOPERATIVA SOCIALE
Cooperativa che gestisce servizi socio-sanitari ed educativi (tipo A) o svolge attività diverse, agricole, industriali, commerciali o di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B). Acquisisce di diritto la qualifica di impresa sociale, senza necessità di una scelta statutaria, ed è iscritta d'ufficio dalle Camere di commercio nella sezione speciale «Imprese sociali» del Registro delle imprese, da cui risulta nella sezione d del RUNTS. Le società cooperative sono l'89,3% della sezione; il RUNTS non distingue sempre le cooperative sociali dalle altre cooperative con qualifica di impresa sociale (legge 8 novembre 1991, n. 381; art. 1, comma 4, d.lgs. 112/2017; art. 11, comma 3, d.lgs. 117/2017).
RIVERSAMENTO E TRASMIGRAZIONE
Riversamento: per le imprese sociali, trasferimento d'ufficio dei dati dalla sezione speciale del Registro delle imprese alla sezione d del RUNTS, concluso il 21 marzo 2022, data di iscrizione nel RUNTS per gli enti già presenti nel Registro delle imprese. Nel 2022 si è iscritto alla sezione l'81,0% degli enti oggi attivi; il 72,3% il 21 marzo (art. 53, comma 1, d.lgs. 117/2017; art. 29, d.m. 106/2020). Trasmigrazione: procedimento distinto, riservato alle ODV e alle APS già iscritte ai registri regionali e provinciali, che le ha portate nel RUNTS (art. 54, d.lgs. 117/2017).
ANAC - AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE
Autorità amministrativa indipendente che vigila sui contratti pubblici e sulla trasparenza delle amministrazioni; dal 2014 ha assorbito le funzioni dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (art. 19, d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. l. 114/2014). Gestisce la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), prevista dall'art. 62-bis del Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 82/2005) e disciplinata dall'art. 23 del d.lgs. 36/2023, alimentata dalle stazioni appaltanti attraverso il Codice identificativo di gara (CIG), che identifica ogni procedura di affidamento. È la fonte dei 18,1 miliardi di euro e dei 108.178 contratti attribuiti alle imprese sociali in questo articolo, tra le pubblicazioni dal 2021 in poi: l'archivio utilizzato non comprende gli anni precedenti. La cifra è un limite inferiore della spesa reale perché considera solo l'importo certo.
OPENCUP
Portale di dati aperti sul Sistema CUP, gestito dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in cotitolarità con la Ragioneria generale dello Stato, che pubblica le informazioni sulle decisioni di investimento pubblico registrate con il Codice unico di progetto (CUP). Il CUP, obbligatorio per ogni progetto di investimento pubblico, identifica il progetto lungo tutto il suo ciclo di vita. A differenza della banca dati ANAC, che registra contratti di acquisto di beni, servizi e lavori, OpenCUP registra interventi di investimento: le 10.100 imprese sociali che vi compaiono sono beneficiarie o titolari di progetti, anche revocati o collegati, e non necessariamente affidatarie di un appalto. Gli importi dei progetti sono finanziamenti richiesti, non somme erogate (art. 11, l. 16 gennaio 2003, n. 3; delibera CIPE 27 dicembre 2002, n. 143).
AFFIDAMENTO DIRETTO
Affidamento del contratto senza procedura di gara, in cui la stazione appaltante sceglie discrezionalmente l'operatore economico, anche dopo aver interpellato più operatori. Il d.lgs. 36/2023 lo consente per i lavori di importo inferiore a 150.000 euro e per i servizi e le forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura, inferiori a 140.000 euro. Si distingue dalla procedura negoziata senza bando, in cui l'amministrazione consulta almeno cinque operatori, dieci per i lavori sopra il milione di euro. Per le imprese sociali del RUNTS riguarda il 76,9% dei contratti attribuiti, l'80,4% calcolando la media tra gli enti (d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, art. 50, comma 1, lettere a e b; all. I.1, art. 3, comma 1, lettera d).
IMPORTO CERTO
Nella banca dati ANAC dei contratti pubblici, il valore di aggiudicazione che può essere attribuito con certezza al singolo ente: quello di un lotto con un solo aggiudicatario, o la quota individuale pubblicata. È distinto dall'importo stimato, ricavato dividendo il valore del lotto per il numero degli aggiudicatari (una convenzione di attribuzione, non un dato: nei raggruppamenti temporanei le quote reali sono raramente uguali), e dai contratti con importo anomalo, il cui importo non viene contato. I 18,1 miliardi citati nell'articolo si riferiscono al solo importo certo, su 90.221 contratti, e sono quindi un limite inferiore della spesa; includendo l'importo stimato dei restanti 17.601 contratti la cifra salirebbe a 32,9 miliardi.
ACCREDITAMENTO AL 5 PER MILLE
Dichiarazione con cui un ente chiede di partecipare al riparto della quota del 5 per mille dell'IRPEF. Per gli enti del Terzo Settore l'iscrizione al RUNTS è il presupposto, ma l'accreditamento è un atto distinto: l'ente lo dichiara nella pratica RUNTS, apponendo il flag «Accreditamento 5x1000» e inserendo l'IBAN, entro il 10 aprile (entro il 30 settembre pagando 250 euro). Gli enti già presenti nell'elenco permanente restano accreditati negli anni successivi, ma devono comunque inserire l'IBAN sul RUNTS. Il Ministero verifica i requisiti e pubblica l'elenco definitivo degli ammessi e degli esclusi entro il 31 dicembre. Non sono ammesse le imprese sociali costituite in forma di società, salvo le cooperative sociali (d.lgs. 3 luglio 2017, n. 111, art. 3; D.P.C.M. 23 luglio 2020, artt. 1, 3, 8 e 9).

Metodologia

I dati sugli enti provengono dal Non profit Data Hub di Italia non profit, su base RUNTS estratta il 2 ottobre 2026 (le iscrizioni e le cancellazioni più recenti presenti nei dati sono del 1° ottobre 2026), e sono incrociati per codice fiscale con la banca dati ANAC dei contratti pubblici e con OpenCUP per i progetti di investimento pubblico. Il perimetro comprende i soli enti attivi, cioè con un'iscrizione al RUNTS e senza tipo né data di cancellazione. Sono esclusi 489 enti della sezione cancellati alla data di estrazione: 487 per cancellazione dal Registro delle imprese, uno «d'ufficio» e uno con la sola dicitura «Cancellato». Ogni ente è contato una sola volta, per codice fiscale: le tabelle per sezione, per forma giuridica e per regione sommano esattamente ai rispettivi totali.

I confronti con il periodo 2017-2022 provengono da Le "nuove" imprese sociali. Tendenze e prospettive dopo la riforma del terzo settore, a cura di L. Bobba, A. Fici e C. Gagliardi, Quaderni di Terzjus 3, Editoriale Scientifica, Napoli 2022 (capitolo di L. Bobba e C. Gagliardi, tabella 1.1, p. 76), su elaborazioni Unioncamere su dati Infocamere, sezione speciale Imprese sociali del Registro delle imprese, rilevazione al 19 aprile 2022. Il confronto sulle regioni del 2023 è tratto dal Rapporto 2024 sul Registro Unico Nazionale del Terzo Settore di Unioncamere (tabella 17, dati al 31 dicembre 2023).

Alcune scelte metodologiche vanno segnalate.

  • Anno di iscrizione. L'anno di iscrizione alla sezione “d” non misura la nascita dell'impresa ma il momento in cui l'ente entra nel registro: per l'81,0% degli enti è il 2022, e per il 72,3% la data del 21 marzo 2022, giorno del riversamento d'ufficio dei dati dal Registro delle imprese. Le serie annuali dal 2023 in poi vanno quindi lette come flussi di nuova iscrizione, non come tasso di natalità del fenomeno; il 2026 è parziale, fino al 1° ottobre.
  • Anno di costituzione. La quota di enti «costituiti dal 2017» usa l'anno dell'atto costitutivo, disponibile per 21.623 imprese sociali su 21.923 (98,6%); le percentuali sono calcolate sugli enti con l'anno noto.
  • Forma giuridica. Si usa la forma giuridica semplificata del Data Hub. «Società cooperativa» comprende sia le cooperative qualificate come cooperative sociali nel RUNTS (379) sia le altre società cooperative: il registro non permette di distinguere le cooperative sociali in senso stretto.
  • Appalti. «Con almeno un appalto» indica gli enti con almeno un contratto nella banca dati ANAC, anche se di importo solo stimato; 6.880 imprese sociali hanno almeno un importo certo. La copertura parte dalle pubblicazioni del 2021 e il 2026 è parziale. I contratti sono contati per coppie ente-CIG: nei raggruppamenti di imprese lo stesso CIG compare più volte, una per ciascun aggiudicatario (100.462 CIG distinti a fronte di 108.178 contratti attribuiti). Le quote di affidamento diretto sono calcolate sul numero dei contratti, non sugli importi: la quota del 76,9% è il rapporto fra tutti i contratti diretti e tutti i contratti, l'80,4% è la media delle quote dei singoli enti.
  • Progetti OpenCUP. Si contano gli enti con almeno un progetto come beneficiari o titolari, compresi i progetti revocati e quelli collegati: sono 52.750 coppie ente-progetto, di cui il 19,9% revocati e 598 collegati. Gli importi dei progetti sono finanziamenti richiesti, non erogati, e per questo non sono utilizzati.
  • 5x1000. L'analisi parte dai dati presenti nel RUNTS e considera accreditati gli enti che, nella scheda del RUNTS, hanno risposta affermativa alla voce «Cinque per mille - Accreditamento 5x1000», cioè hanno dichiarato, in sede di iscrizione o successivamente, di voler partecipare al riparto (art. 3, comma 1, del D.P.C.M. 23 luglio 2020). Il dato differisce dall'elenco permanente, che raccoglie gli enti già accreditati negli anni precedenti ed è aggiornato con controlli sui requisiti: un ente può essere nell'elenco senza avere ancora compilato la pratica sul RUNTS e inserito l'IBAN, oppure avere il flag senza risultare ancora ammesso, perché l'elenco degli ammessi e degli esclusi è definitivo solo a fine anno. Abbiamo scelto il flag del RUNTS perché esprime la volontà dell'ente di ottenere il beneficio; il flag non filtra però i requisiti, e infatti 153 imprese sociali fuori dalla base ammissibile (srl e altre forme, in gran parte società) risultano comunque accreditate. Il flag può risultare «sì» oppure assente: l'assenza è considerata «non accreditato».

LINK:
Non profit Data Hub, Italia non profit
ANAC - Dati aperti contratti pubblici
OpenCUP
Quaderni di Terzjus, Le "nuove" imprese sociali
Unioncamere, Rapporto 2024 sul RUNTS